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OFF FESTIVAL DEL CINEMA CHIUSO

OFF FESTIVAL DEL CINEMA CHIUSO

FESTIVAL OFF

Il progetto OFF è coordinato dal cinema Volturno Occupato e dal CineTeatro Preneste Liberato, in collaborazione con aDna Collective, MoebiusProject, SinapsinArt

CONTATTI

EDIZIONE 2012

EDIZIONE 2013

COSA VUOLE ESSERE IL FESTIVAL OFF:

OFF ♦ Festival del Cinema Chiuso 

pratiche resistenti di riattivazione urbana

 
“OFF”- una delle parole inglesi con piu’ significati differenti e di impossibile traduzione univoca – una piccola parola che può cambiare il segno o il senso di una frase.
 
L’idea attorno alla quale ruota il Festival è la diffusione, la condivisione e la sperimentazione di pratiche di riattivazione urbana – a partire dalle sale abbandonate dei cinema e dall’esperienza di quelle “riattivate” fino a coinvolgere l’interezza del modo di fruire la metropoli nella sua complessità anche attraverso progetti di mappatura intesi come pratica attiva capace di mettere in discussione la interazione con il tessuto urbano – attraverso interventi di genere differente che evidenzino criticità e disegnino traiettorie altre.
 
Passeggiate notturne, percorsi in bicicletta, proiezioni su facciate dismesse, improvvisazioni teatrali, degustazioni itineranti, gallerie a cielo aperto, installazioni interattive sono solo alcune delle attività che compongono il Festival – un progetto che si dispiega nella sua completezza solo nella quotidianetà, all’esterno della classica modalità di “programmazione”, vivendo di pratiche autorganizzate e riproducibili, in quanto collettive e condivise, interne – ed  assieme opposte – ai flussi della produzione metropolitana.
 
Il progetto, coordinato dal CinemaVolturnoOccupato e dal Cineteatro_ Preneste_Liberato_G.P.R.V.,  cerca, nei giorni del FestivaldelCinemadiRoma, di rappresentare una opzione viva, in un tessuto urbano sempre piu’ “subito”, che possa in divenire rivelarsi una modalità di agire da proseguire oltre qualsiasi data definita.
 
Il Festival inoltre intende sviluppare una riflessione praticata attorno alla opportunità dei cinema abbandonati come possibili nuove sinapsi metropolitane – quelli che furono i crocevia della relazione e della socialità di diversi quartieri di roma possono, infatti, in molti modi, accendersi nuovamente (non a caso, il primo intervento del Festival è stata l’installazione immaginaria, attraverso varie grafiche, di interruttori sugli ingressi di alcune sale dismesse), anche a partire dalle diverse esperienze avviate in questi anni all’interno di sale abbandonate. 
 
Altra tematica di interesse del Festival è quella della precarietà, non intesa come mera condizione contrattuale e neppure come semplice “lamentela” sociale, ma come elemento che caratterizza le vite di una intera generazione che, dall’interno di questa condizione, ogni giorno pratica anche inconsapevole resistenza e cerca, in modo alle volte confuso ed alle volte determinato, di disegnare un altro modo di vivere  – magari usando la bicicletta in una città che non vuole essere a dimensione di ciclista,  vivendo una piazza altrimenti deserta, rifiutando un ricatto, sviluppando nuovi modi di abitare condiviso oppure, ancora, inventando – con diversi linguaggi//strumenti  – una (auto)narrazione al di fuori di quella del circuito mainstream, costretta fra invisibilità e retorica compassionevole.
 
Infine, vi è l’intenzione di vivere momenti nei quali la produzione indipendente di cultura possa fuoriuscire dai luoghi nei quali troppo spesso è confinata, ed alle volte sceglie di confinarsi, per poter invece contaminare ed essere contaminata dalla realtà del tessuto metropolitano.
 
Tematiche, queste, che non vogliono essere affrontare solo secondo le modalità piu’ note – dal workshop al dibattito – ma, appunto, attraverso la pratica partecipata della riattivazione,  nell’utilizzo di linguaggi-metodologie-interventi differenti ed impossibili da rinchiudere in definizioni, essendo soggettivati in primo luogo da quanti vi partecipano e da quanti vi interagiscono, al di là delle intenzioni stesse degli “ideatori”, nella prospettiva del superamento della formale divisione fra produttori e fruitori di un messaggio, di un gesto, di una idea.
 
Contestazione, provocazione, sperimentazione, riappropriazione, esibizione attraverso pratiche di riattivazione urbana collettive, partecipate ed imprevedibili.
 
OFF vuole essere tutto questo, ma non può sapere cosa di volta in volta sarà.
 

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